Amore di ragno
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Segni dei tempi

L’ennesima tragedia italica.
Solo pochi giorni prima deragliava un altro treno merci fra Prato e Vaiano, sommandosi al lungo elenco dei recenti disastri ferroviari; un cedimento strutturale del convoglio esploso a Viareggio sarebbe all’origine dell’immane devastazione.
Panico e morte sono entrati di soprassalto nelle cronache quotidiane fin dal 6 Aprile scorso, data del terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo, e sembrano non volerci più lasciare.

E’ davvero possibile parlare di fatalità, sventure, eventi ineluttabili?

Un evento sismico è ufficialmente imprevedibile, sebbene qualcuno con le sue ricerche ci sia andato molto vicino, ma  i veri killer sono stati l’incuria, la speculazione e la leggerezza con cui costruiamo le nostre abitazioni.
La distruzione di un’intera città ci ha svelato il volto oscuro dell’ agognato progresso, ed ha l’aspetto di un gigante di fango che si dissolve sotto la pioggia. 

Che razza di evoluzione è mai questa, dove le case si sbriciolano, i trasporti deragliano, le autorità gozzovigliano? 
E i papi, tanto per dire, si intrattengono taluni fra escort, talaltri fra cripte lussuose d’oro massiccio dedicate ai loro idoli.  

Tornano il Vitello d’Oro e l’Arca dell’Alleanza ?

“Allora il tempio celeste di Dio s’aprì e in esso apparve l’arca della sua alleanza; vi furono lampi, grida e tuoni insieme a scosse di terremoto e grandine abbondante” (Apocalisse, 11, 19)

Uno, due, tre: isteria collettiva!

L’isteria collettiva mi fa uno strano effetto. 
Mi è accaduto di osservarla con distacco, senza alcun coinvolgimento emotivo, in occasione delle ultime elezioni presidenziali americane, quando la folla scomposta si dimenava, fra pianti, risate, danze e donne sovraeccitate. Obama, Obama, Obama.  
E ieri, con la nuova ondata di frenetica esaltazione, commozione, ancora una volta mista a balli e balletti. Michael Jackson è morto, è morto, è morto.
Il re del pop, il re del pop.
L”improvviso turbinio emotivo ha inondato la Rete con una marea di messaggi, pare che Twitter abbia perfino rischiato il collasso insieme agli altri social network.

Gli enormi flussi d’eccitazione di massa nascono in genere dagli USA, per poi diffondersi pandemicamente in tutto il globo. Elemento conduttore internet.
Vorrei per una volta vedere la gente strapparsi i capelli per un fatto successo altrove, non solo in seno alla macchina mediatica più potente del globo. 

Forse allora inizierei a credere che questo sia un fenomeno davvero spontaneo.

Non siamo figli delle stelle?

Da quando nel blog ho scritto di influenza, pandemia e virus “evasi” da laboratori (chissà quali e quanti sono stati i loro complici nella fuga) ogni giorno mi ritrovo a cancellare numerosi commenti spammeggianti d’ogni genere di farmaci.
Prevedibile, eh? Del resto le case farmaceutiche scalpitano come cavalli selvaggi al pensiero di rifornire i nostri carrelli di pillole, pastiglie, supposte, sciroppi, siringoni e clisteri. E Fazio, viceministro della salute, non ha forse annunciato che “nel giro di un anno o due tutta la popolazione italiana sarà vaccinata contro la nuova influenza”? L’Oms non si è forse affrettata a dichiarare la massima allerta (livello 6) per la ex influenza suina, ora ribattezzata messicana? Centoquarantaquattro morti su trentamila contagiati in tutto il mondo, dati riferiti dalla medesima organizzazione. Pensandoci un attimino, è davvero maggiore la probabilità di essere centrati in pieno da un fulmine a ciel sereno restando illesi piuttosto che contrarre questo perigliosissimo virus. O, volendo essere ancora più realistici, non credete che muoiano ogni anno molte più persone soffocate dai chewingum?  

Ma com’è iperprotettiva la pubblica sanità! Sembra quasi un’ipocondriaca mammoletta ossessionata da fobie, tormentata da mille paure per i suoi amati figli.
Amati figli? Saremmo noi? La comune marmaglia che non rientra neanche nella classifica annuale di Forbes degli uomini più ricchi del mondo?
In un certo senso sì, però dovete sapere che mamma Sanità non solo è ipocondriaca ma spesso è schizofrenica. Ahiahiahi.
E non è affatto una madre amorevole, piuttosto un’avida matrigna.
Prendiamo per esempio i nostri fratelli obesi.
Molti personaggi extralarge americani dichiarano nei propri blog di essere stanchi di nascondersi e di essere felici di vivere nel loro corpo ciccione: “Non si può odiare una persona per il suo bene”. Grasso significa solo grasso, non orribile, pigro o sporco”.  “Persino nei programmi per bambini l’obesità è associata a malvagità e antipatia”.

Credete forse che madre Sanità si preoccupi di fornire assistenza ai suoi grassi figli?
Eh no, costano troppo. 
Quelli vengono affidati alla zia Tivvù, nessun’altra è così brava a farti il lavaggio dei neuroni con l’ominobbianco, instillare paure, vergogne, sensi di colpa. Una stagione estiva insieme a lei e potrai finalmente sentirti un rifiuto umano,  proverai un tale senso d’inadeguatezza che starai alla larga da chiunque, soprattutto dagli studi medici. Non vorrai mica fare la stessa figura del ciccione spostato con la gru in un episodio di Nip/Tuck?

L’avida matrigna non ama spendere…

Il profumo

Cosa ne sarebbe di un essere umano totalmente inodore?
Ognuno di noi possiede un odore individuale, particolare ed unico.
Tuttavia, esiste una nota fondamentale propria a tutti, solitamente impercettibile: la primitiva emanazione d’umano.
Potremmo mai riconoscere istintivamente come nostro simile colui che ne fosse privo?

Se siete ancora fra i pochi a non aver letto il romanzo di Patrick Süskind, questo è un caloroso invito a rimediare al più presto, mentre se siete fra coloro che hanno conosciuto questa storia solo attraverso il film, il consiglio è di resettare, dimenticare, rimuovere radicalmente ogni scena dalla vostra mente e tuffarvi senza indugio nell’inquietante e particolarissimo bestseller letterario ambientato nella Francia del diciottesimo secolo.

Fin dalle prime pagine sarete rapiti dalla storia di Jean-Baptiste Grenouille, l’uomo nato nel posto più puzzolente del mondo, fra il marciume dell’afoso mercato di Parigi e la putrefazione del Cimetière des Innocents, cresciuto senza amore, disprezzato e temuto, maltrattato e sfruttato, dotato di un raffinatissimo olfatto eppure privo di qualsiasi odore individuale. La zecca Grenouille, vivo per ostinazione, mai aveva posseduto un profumo umano, fino al giorno in cui “con mezzi estremamente scarsi, grazie al proprio genio, aveva ricreato il profumo dell’uomo, e l’aveva centrato così bene al primo tentativo che anche un bambino si era fatto ingannare da lui. Sapeva che poteva migliorare questo profumo. Avrebbe potuto creare un profumo non soltanto umano, bensì angelico, così indescrivibilmente buono e vitale che chiunque l’avesse annusato ne sarebbe stato affascinato e avrebbe dovuto amare con tutto il cuore lui, Grenouille, il portatore di quel profumo”.

Come Grenouille riuscirà a possedere il profumo dell’assoluta bellezza e soggiogare il cuore degli uomini, dovrete scoprirlo voi stessi…

Mussolini è morto, ma loro ancora non lo sanno

La Digos indaga sulle “ronde nere”, le nuove squadracce guardie volontarie presentate sabato dall’Msi e provviste di una divisa (camicia grigia con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale, basco o kepì grigio con il simbolo dell’aquila imperiale romana, la scritta «SPQR» e il motto «Domine dirige nos» a cui si aggiungono elmetto, anfibi, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero) che non ricorda affatto, dicono, le camicie nere o le SS.

La verità è che si tratta proprio della stessa divisa, solo più sbiadita dal tempo e dai ripetuti lavaggi…

Ricetta pratica per un’esplosiva serata fra amici

Ingredienti: uno o più amici bacchettoni, uno o più amici atei e/o anticlericali (o comunque avversi ai dogmi), popcorn, bevande varie ed eventuali, il dvd de ”L’ultimo inquisitore” e un comodo divano per una visione in totale relax;

Tempo di cottura (*):  20 minuti, all’incirca, prima che fermentino nei vostri ospiti gli innati istinti polemici.
In ogni caso, abbiate cura di lasciarli rosolare bene fino alla scena di Inés e la corda. Dopodichè intervenite, se necessario, a condire la situazione con qualche fugace commento spontaneo. Vi assicuro che  ne avrete.

Risultato: preparatevi ad una serata movimentata, più densa di flames dei gruppi su Feisbuc. 

Assicuratevi di occultare perbenino l’ultimo set di coltelli acquistato mentre fissavate la tivvù in stato di trance e di far sparire la preziosa cristalleria ereditata dalla vostra bisnonna e ogni altro oggetto contundente a portata di mano.
Per il resto, godetevi lo spettacolo!

(*) Notevole interpretazione di Javier Bardem (Padre Lorenzo).

Qui il trailer in italiano.

Una convinzione rigida e immutabile che non ha alcun contatto con la realtà

Notiziola fresca fresca (o quasi): secondo Renato Brunetta per effetto della crisi gli italiani stanno diventando più ricchi. “In Italia la povertà è diminuita, sembra paradossale e controcorrente ma queste sono le statistiche”.

Esultate gente, un altro paio di crisi come questa e finalmente potremo smettere di lavorare. Tutti.

Chi sa perdere è vincitore?

Sebbene lo spoglio delle schede si sia ormai concluso, dalla tarda mattinata di oggi si moltiplicano opinioni ed interpretazioni soggettive e discordanti sui reali risultati delle elezioni europee.

Insomma, si può sapere chi ha vinto? Inequivocabilmente, dico. 
Quasi tutti esultano, lanciandosi in spericolate e audaci piroette, ciascuno adattandosi i dati addosso come un vestito su misura.
La prossima volta, piuttosto che recarsi alle urne a votare, non sarebbe meglio consultare la Sibilla Cumana?  

Preludio

Una densa e stratificata cortina fumogena ci avvolge, acceca la vista, ottunde la mente, attutisce l’udito. Siamo come pecorelle smarrite nella nebbia padana, viandanti dispersi nella notte buia a cui vengono mostrate lucciole per lanterne. Tutti i riflettori sono puntati sullo specchietto: indovinare chi sono le allodole è fin troppo facile.
La gente sembra posseduta.  Lo spirito della Lavandara Burlona ha infestato le strade.
Giornalisti rabbiosi tendono tranelli insieme ad ex concorrenti disinibite del GF: proprio oltre ogni immaginazione.
A nessuno interessa del referendum, del G8, della crisi, del surriscaldamento, dei terremotati e neppure del proprio orticello.  
Esiste solo un grande scandalo internazionale, il fulcro mediatico, l’occhio del ciclone: il caso Noemi. Annessi e connessi. La zia, la nonna, l’ex. Le feste a Villa Certosa.
Unica nazione europea in recessione per tre anni consecutivi.
Eurodeputati profumatamente pagati per non far nulla. 
Sanzioni per aver ignorato il protocollo di Kyoto.
Mafia che costruisce case di sabbia.
Castelli di sabbia.
Niente.

Perfino la gatta di un mio amico in questo momento sta meditando sul caso Noemi.
La fine del mondo s’avvicina.

We are Mr. Angelo Antonio

Immagino che vi sia capitato, almeno una volta, di chiedervi quale possa essere l’idea di un italiano nell’immaginario collettivo estero.
Da liceale avevo un’amica di penna finlandese. Un giorno mi scrisse di vedere l’Italia come un posto molto esotico, brillante e soleggiato, popolato da gente accogliente, colta e generosa.
Sono passati diversi anni: dall’estero ci vedranno ancora così?

La risposta a questa domanda retorica l’ho trovata inequivocabilmente oggi, quando navigando mi sono imbattuta, per caso, nel signor Angelo Antonio. Chi è costui?
Nato fuori dai confini della nostra penisola, rappresenta l’icona dell’italiano medio, così come lo vedono le pupille altrui.
Disteso su un’immacolata panchina, simbolo di purezza e candore ad indicare, forse, una certa bontà d’animo (?), il signor Antonio se ne sta comodamente in posa, con aria tronfia ed appagata: la mano sinistra dischiusa nella classica “V”, simbolo d’antichi fasti romani,  eco del lontano “Veni, vidi, vici”.
Il volto contratto in una coraggiosa smorfia ammiccante, quasi a voler esprimere una certa soddisfazione di fondo, sembra quasi sussurrare “Ao’, cioè, bbella, capisc’ ammè!”. Inoltre, dal delicato e sobrio disegno della T-shirt è possibile intuire lo spirito goliardico con cui il nostro amico affronta la vita: appollaiato sul proprio ramo, sgargiante nell’ostentare una felicità epicurea. La panza strabordante e la barba incolta completano l’idilliaco quadretto.

E adesso guardatelo bene: il signor Angelo Antonio siamo noi!

Piacere, sono l'italiano medio visto dall'estero!